Il governo punta ad approvare la legge di Bilancio 2027 in Consiglio dei ministri la prossima settimana, martedì o mercoledì al massimo. L’obiettivo è emerso dal vertice di maggioranza a Palazzo Chigi del 22 ottobre, durato circa due ore: il secondo incontro serale in quattro giorni.
Al tavolo la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Hanno fatto il punto sulle misure prioritarie e sulle risorse disponibili. Il confronto riprende le fila dopo l’incontro interlocutorio di lunedì 19 ottobre e, secondo le fonti di maggioranza, segna qualche passo avanti: la sintesi politica però manca ancora.
La sintesi e il negoziato con l’Ue
L’obiettivo indicato dalle fonti di maggioranza è «arrivare ad una sintesi» e procedere con il varo la prossima settimana, compatibilmente con l’avanzamento degli approfondimenti tecnici e del confronto con l’Ue sulla flessibilità. Le forze di maggioranza confermano «l’impegno a proseguire il lavoro in modo coordinato» nei prossimi giorni per definire gli ultimi dettagli della manovra.
Irpef, torna l’ipotesi fino a 55mila euro
Torna in pista l’ipotesi, congelata nelle ultime settimane, di estendere il taglio dell’Irpef oltre i 50mila euro. La soluzione prospettata dal leader azzurro Tajani è ridurre l’aliquota fino a 55mila euro, un intervento da circa 1,2 miliardi; per arrivare a 60mila ne servirebbero 2,6. Il via libera resta legato all’esito del negoziato con l’Europa.
Giovani e buste paga
Le risorse saranno concentrate su famiglie, giovani, anziani, sanità e caro-energia, con un segnale al ceto medio. Il vertice ha dedicato ampio spazio ai giovani e alle loro prospettive, dopo le proteste e i disordini dei giorni scorsi. Sul tavolo c’è l’ipotesi di rimpinguare gli stipendi riducendo le trattenute Irpef in busta paga, per gli under30 o under35 e per un solo anno. Nelle settimane precedenti dal Mef era circolata anche l’idea di una flat tax al 5% sugli aumenti di reddito.
Tajani ha spiegato che per dare un segnale ai giovani si pensa anche alla «No Tax Area e a una serie di provvedimenti che possono agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro». Negli aiuti economici vede un modo per sostenere la formazione di una famiglia.
Coperture, il nodo dei 5 miliardi e il rinvio delle tax
Resta da sciogliere il nodo del contributo da 5 miliardi atteso dal settore finanziario. Dopo l’appello delle banche ad allargare i settori chiamati a finanziare la manovra, una soluzione allo studio è estendere al 2028 e al 2029 la maggiorazione Irap prevista per le società energetiche dal decreto bollette di quest’anno. L’ipotesi preoccupa Elettricità Futura, che ricorda come il settore «abbia già pagato oltre 2 miliardi per effetto del decreto Bollette».
Sale l’allarme per il possibile slittamento di sei mesi della sugar tax e della plastic tax, che scatterebbero da gennaio. Assobie e Unionplast dicono «non risolve nulla» e, dopo tanti rinvii, chiedono al governo una scelta definitiva.
Giorgetti è tornato a raffreddare gli animi: «Si diffonde una sorta di aspettativa generalizzata», come se con la manovra «si possano affrontare, se non risolvere in una volta sola, tutte le questioni che riguardano il Paese», e «sappiamo che non è così». Poi il richiamo a tutti: «fenomeni come la trasformazione demografica, l’impatto della tecnologia su una forza lavoro mediamente più anziana non possono essere affrontati solo dallo Stato, ma richiedono uno sforzo congiunto delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali». Le forze di maggioranza individuano «soluzioni condivise a sostegno della crescita economica e nel rispetto della stabilità finanziaria dell’Italia».
La Borsa di Milano ha chiuso in forte calo, -2,54%.







