Il Main Event delle World Series of Poker (WSOP) a Las Vegas si conferma il torneo più ambito e prestigioso del pianeta, l’evento da 10.000 dollari di buy-in capace di decretare il vero Campione del Mondo di poker.
L’edizione 2026 sta entrando nel vivo e, dopo la riunione dei primi tre flight di qualificazione, il field complessivo ha già superato le 8.389 entries, mettendo in palio un montepremi provvisorio di oltre 78 milioni di dollari.
Lo squadrone azzurro
Sono 11 gli azzurri che hanno strappato il pass per il Day 3.
Dei 19 italiani che si erano presentati ai tavoli del Day 2abc, in 11 sono riusciti a sopravvivere alla selezione su un totale di 1.260 qualificati complessivi. Sebbene la pattuglia azzurra non sia numericamente enorme, la qualità dei nostri rappresentanti fa ben sperare.
Il migliore degli italiani è Filippo Mancuso, che occupa la 100esima posizione nel chip count generale forte di uno stack di 367.000 gettoni. Alle sue spalle spinge il regular delle WSOP Sergio Benso con 356.500 chip, seguito da vicino da Michele Galatola (315.000) e Riccardo Dionigi (290.500). In ottima posizione anche Domenico Gala a quota 273.000 e Nicola Bracchi con 264.500 gettoni.
Più staccati ma ancora pienamente in corsa troviamo:
- Claudio Di Giacomo (147.000)
- Marco Valentino (137.500)
- Matti Festa (119.500)
- Daniele Sunzeri (65.000)
- Potito Martire (21.500)
Ha superato le barriere delle prime giornate anche il bi-braccialettato Simone Andrian, che ha chiuso la sua busta con 97.200 chip restando in scia per le fasi calde. Niente da fare, invece, per gli eliminati illustri del Day 2 come Daniele Primerano, Alessio Predaroli, Ale Pagliuso e Antonio Scalzi.
Nessun giocatore italiano è mai riuscito a indossare il braccialetto del Main Event, ma la storia azzurra a Las Vegas vanta picchi leggendari che gli 11 superstiti del 2026 sognano di replicare e superare:
Filippo Candio (2010): fu il pioniere italiano a raggiungere il tavolo finale a nove giocatori (i celebri November Nine), chiudendo al 4° posto per un premio storico di 3.092.000 dollari.
Federico Butteroni (2015): replicò parzialmente il sogno cinque anni più tardi, terminando la sua corsa in 8ª posizione.
Dario Sammartino (2019): ha firmato il risultato più prestigioso di sempre per il poker italiano, arrendendosi solo in finale e conquistando un leggendario 2° posto da 6 milioni di dollari (la vincita live più alta di sempre per un azzurro).
Daniel Holzner (2023): è stato l’ultimo in ordine di tempo a iscrivere il proprio nome tra i finalisti con un piazzamento di altissimo rilievo.
Il programma prevede la chiusura definitiva delle iscrizioni entro il livello 8 del Day 2d per conoscere i numeri ufficiali del montepremi. Poi ci sarà la lunga discesa verso il tavolo finale del 13 luglio che decreterà i magnifici nove che si contenderanno il titolo nella finalissima prevista dal 3 al 5 agosto 2026.







