La sentenza 63/2026 della Corte Costituzionale rappresenta una svolta storica per la cittadinanza iure sanguinis perché ha dichiarato costituzionale la legge del 2025 che limita fortemente questo diritto. La ratio della normativa è che il legame con l’Italia non può essere troppo debole.
Cosa cambia adesso
- Solo chi ha genitori o nonni nati in Italia avrà diritto alla cittadinanza per discendenza
- Quel genitore o nonno deve aver posseduto esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della nascita del figlio o nipote
Negli ultimi anni il numero di richieste di cittadinanza da parte di discendenti all’estero è volato alle stelle, sovraccaricando il sistema.
Perché l’Italia ha introdotto questo cambiamento
Tra il 2014 e il 2024 il numero di cittadini italiani residenti all’estero è passato da circa 4,6 milioni a 6,4 milioni, con un boom soprattutto in Argentina e Brasile.
Solo in Argentina, i consolati italiani hanno gestito circa 30.000 domande di cittadinanza nel 2024, ovvero all’incirca 10.000 in più rispetto all’anno precedente.
I tribunali in Italia sono stati sommersi e le liste d’attesa presso alcuni consolati si sono allungate di anni, arrivando persino a 10 anni.
Dal punto di vista del governo, la cittadinanza italiana dovrebbe rispecchiare un legame reale con il Paese. Molti discendenti che vivono all’estero non pagano le tasse in Italia, non votano alle elezioni italiane e potrebbero avere scarsi rapporti correnti con la nazione, al di là della storia familiare. In tribunale, l’Avvocatura dello Stato ha sostenuto che molti discendenti non sono nati con la cittadinanza stessa, bensì con la possibilità di richiederla, e che se il processo non si fosse concluso entro il 2025, il legame giuridico con l’Italia sarebbe da considerarsi di fatto sbiadito.
Dietro questo cambiamento si cela anche una più ampia preoccupazione geopolitica. Il passaporto italiano garantisce la libertà di circolazione in tutta l’Unione Europea, e i funzionari in Italia e altrove guardano con crescente inquietudine al numero di persone che potrebbero potenzialmente ottenere i diritti di mobilità UE basandosi unicamente su una lontana discendenza.
Nessun effetto per chi nasce in Italia
Il principio generale della Legge 91/1992 resta invariato per chi nasce sul territorio nazionale. Un figlio nato in Italia da almeno un genitore italiano acquisisce lo status automaticamente, anche se ottiene contemporaneamente o in seguito una cittadinanza straniera.
Finestra per il riacquisto
La legge introduce una misura speciale: chi ha perso la cittadinanza italiana in passato a causa delle vecchie leggi restrittive sulla doppia cittadinanza (come la Legge 555 del 1912) può riacquistarla mantenendo quella straniera. Per farlo, deve presentare una dichiarazione formale entro la scadenza fissata per il 31 dicembre 2027, a condizione di essere nato in Italia o di avervi risieduto per due anni.







