Pavel Durov, fondatore di Telegram, ha annunciato che, entro la fine dell’estate, TG riceverà un wallet crypto nativo non custodial per poter effettuare trasferimenti di criptovalute in modo istantaneo e senza commissioni.
Si tratta di un annuncio storico che fa di Telegram la prima grande app di messaggistica istantanea ad abbracciare così nettamente il Web3 mirando a eliminare le barriere che hanno finora limitato la finanza decentralizzata.
Cosa succederà adesso
Telegram ha oltre un miliardo di utenti nel mondo, perciò questa integrazione non ha precedenti in termini di dimensioni. Questa è di certo la più grande operazione di distribuzione di wallet self-custody nella storia delle criptovalute.
Inoltre, questa funzione nativa garantisce agli utenti il controllo esclusivo delle proprie chiavi private: una vera autocustodia che si differenzia dall’attuale bot @wallet che opera tramite un fornitore terzo.
Un altro grande vantaggio per gli utenti saranno le transazioni istantanee e a costo zero perché non sono previste commissioni dirette all’interno delle chat, per cui vengono abbattute le cosiddette gas fee.
A questa operazione è legato anche il rebranding del token Gram, l’ex Toncoin (TON) che gli utenti hanno voluto recentemente ribattezzare segnando il ritorno ufficiale al nome del progetto originario di Telegram del 2018.
Reazione del mercato e impatto immediato
- Impennata del prezzo: in seguito all’annuncio di Durov del 21 luglio 2026, il token GRAM ha registrato un balzo superiore al 7%, salendo da circa 1,36 a oltre 1,50, spingendo la sua capitalizzazione di mercato oltre i 4,18 miliardi di dollari.
- Sinergia dell’ecosistema: l’attuale bot @wallet (gestito da The Open Platform) continuerà a operare come gestore multi-chain separato. Il nuovo wallet nativo fungerà quindi da strumento complementare, focalizzato sulla massima semplificazione per l’adozione di massa.







