I giovani non lasciano la propria casa e per anni la spiegazione è stata fin tutta lì: pigrizia, comodità e l’albergo di mamma e papà. I dati raccontano tutt’altro. Negli Stati Uniti quasi un giovane su due sotto i trent’anni vive ancora in famiglia e in Gran Bretagna il fenomeno della kidulthood ha portato oltre il 40% dei venticinquenni a rimanere nell’abitazione d’origine. Ma in Italia la situazione è ancora più rigida.
Nel nostro Paese oltre due ragazzi su tre tra i 18 e i 34 anni vivono con i genitori. Si esce da casa a 30 anni suonati, quattro anni dopo la media europea. In Finlandia e Svezia a ventun anni si è già fuori. Peggio dell’Italia fanno solo pochissimi Paesi come la Grecia e la Croazia.
| Paese | Età media d’uscita da casa | Quota giovani in famiglia |
| Italia | 30,1 anni | Oltre il 67% (18-34 anni) |
| Media Unione Europea | 26,2 anni | Circa 49% |
| Finlandia e Danimarca | Poco dopo i 21 anni | Sotto il 20% |
Laureati e bloccati
Qui non si parla di ragazzi senza voglia di fare. La quota dei laureati tra i 25 e i 34 anni è passata dal 7% degli anni Novanta a oltre il 30% di oggi. Il problema è cosa succede dopo la tesi. Solo il 71% di chi finisce gli studi trova un lavoro in tempi brevi, uno dei dati più bassi di tutta l’Unione Europea.
Avere un titolo di studio non garantisce più un salario adeguato. Quattro laureati su dieci finiscono a fare mansioni che non c’entrano nulla con quello che hanno studiato. E con gli stipendi medi calati del 7% negli ultimi vent’anni, pagare un affitto o comprare una casa diventa un’impresa impossibile.
Un problema di stipendi, non di carattere
Andare a vivere da soli richiede una stabilità economica che molti ragazzi, pur lavorando ogni giorno, semplicemente non hanno. Gli affitti salgono, i contratti restano precari e le garanzie bancarie scarseggiano.
Continuare a dare la colpa ai ragazzi serve solo a scaricare il barile. La realtà è molto più banale: i giovani studiano, lavorano e provano a farsi una strada, ma si scontrano con un mercato che sottopaga le competenze e rende il costo di una casa del tutto insostenibile.







