Quello che sta succedendo in questi giorni ai papiri di Ercolano è veramente incredibile. Grazie all’intelligenza artificiale, un papiro carbonizzato è stato srotolato virtualmente e dopo oltre 2.000 anni ci parla di nuovo.
L’IA e il papiro svelato
I rotoli della Villa dei Papiri di Ercolano non possono essere riaperti manualmente. Sono così fragili che anche un solo tocco con la mano potrebbe distruggerli per sempre.
Ecco perché la sfida è sempre stata quella di aprirli senza toccarli. Ma come?
Grazie a speciali scansioni (microtomografie a raggi X a contrasto di fase ad alta risoluzione) e all’intelligenza artificiale, è stato possibile rilevare le microscopiche tracce di inchiostro presenti sul rotolo PHerc. 1667 che è stato srotolato virtualmente e appiattito in pagine leggibili.
Quello che gli studiosi si sono trovati davanti per la prima volta dopo più di 2.000 anni è un trattato filosofico stoico del II secolo a.C. sul progresso morale, che cita Aristocreonte. Il titolo è “Sugli dei”, Libro 8, di Filodemo
Vesuvius Challenge
Nel 1969 l’intellettuale e filologo Marcello Gigante, di nome e di fatto, capì che per salvare la biblioteca carbonizzata della Villa dei Papiri di Ercolano, sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 a.C., serviva una comunità internazionale aperta all’innovazione.
A differenza di Pompei, Ercolano fu sigillata dal fango piroclastico che ha conservato i materiali organici che sono arrivati a noi senza filtri, censure ed errori degli amanuensi medievali: una situazione unica.
La comunità immaginata da Marcello Gigante è oggi davvero globale grazie al Vesuvius Challenge. Si tratta di una competizione ideata da scienziati che premia chi, attraverso la collaborazione tra informatici, ricercatori e studiosi, riesce a srotolare virtualmente un papiro.
Chi sono i finanziatori
L’America ha dimostrato da tempo il proprio amore per Ercolano. Già nel 2001 arrivarono finanziamenti da David W. Packard, figlio di uno dei fondatori di HP, per il restauro, la manutenzione e la valorizzazione dell’antica Ercolano. Quell’investimento che non si è mai fermato da allora, oggi sfiora i 50 milioni di dollari.
Vesuvius Challenge, in particolare, è finanziato da Nat Friedman e Daniel Gross che sono anche i promotori del progetto. Friedman, nello specifico, è stato CEO di GitHub, mentre Gross ha lavorato in Apple.
Poi c’è Alex Gerko, fondatore di XTX Markets; Joseph Jacks di OSS Capital; Matt Mullenweg (WordPress e Automattic); Emergent Ventures; John e Patrick Collison fondatori di Stripe. Non manca la Musk Foundation di Elon Musk che ha contribuito con oltre due milioni di dollari.







