L’Europa tenta il balzo decisivo verso la sovranità tecnologica nel campo dell’intelligenza artificiale. Lo scorso 30 luglio 2026 EuroHPC ha aperto il bando per realizzare fino a sette gigafactory sul territorio europeo. Il programma vale 10 miliardi di euro di fondi pubblici tra risorse UE e nazionali. L’obiettivo è mobilitare oltre 20 miliardi di capitali privati per non restare indietro su calcolo e dati.
In campo ci sono Leonardo, Eni e la Fondazione AI4I per le risorse di Bruxelles. Ma bisogna fare i conti con l’assenza di indicazioni chiare sul sito prescelto, sugli investimenti previsti e quanti soldi investirà lo Stato.
Poi bisognerà rispettare criteri ben definiti, per esempio impegnandosi a installare almeno 25.000 acceleratori per avere il cofinanziamento europeo fino a 500 milioni di €; oppure 40.000 acceleratori e in questo caso l’Europa versa fino a 200 milioni per la prima fase, sempre con il raddoppio statale.
Bisognerà essere veloci: chi vince dovrà realizzare tutto entro 18 mesi.
Altri Paesi sembrano in vantaggio rispetto all’Italia perché Francia e Spagna hanno già indicato sedi e altro; Germania e Finlandia vogliono integrare infrastrutture quali LUMI e JUPITER.
La scadenza è fissata al prossimo 12 novembre, perciò il consorzio italiano deve sbrigarsi a tradurre le intese di massima in progetti esecutivi.







