Diciamocelo: lo sapevamo tutti. Il problema è che adesso le carte le hanno in mano i giudici.
A Oakland si sta formando la giuria del processo federale più pesante che Mark Zuckerberg abbia mai dovuto affrontare. Ventinove Stati americani contro Meta. L’accusa non è la solita storia sui contenuti offensivi, ma una roba molto più sottile: aver progettato Facebook e Instagram con l’unico scopo di agganciare il cervello dei ragazzini e non staccarlo più dallo schermo.
Un algoritmo tarato sul bisogno di approvazione
I procuratori generali della California non ci sono andati leggeri. Parlano senza troppi giri di parole di “architettura della dipendenza”.
Cosa finisce sotto accusa? Gli strumenti quotidiani che usiamo tutti senza pensarci:
- Lo scroll infinito (che non ti fa mai dire “basta, chiudo”).
- Le notifiche a raffica arrivate negli orari più assurdi, anche di notte.
- I video in riproduzione automatica.
- La spia delle notifiche rosse, studiata sul bisogno di validazione degli adolescenti.
E c’è di peggio. C’è l’accusa di aver schedato e tracciato ragazzini sotto i 13 anni senza l’autorizzazione dei genitori, violando a gamba tesa la legge federale sulla privacy (la COPPA).
Scontro da 1.400 miliardi (mentre il titolo crolla)
La risposta di Menlo Park? La solita linea difensiva: “La salute mentale dei giovani è una questione complessa, non si può dare la colpa a un’app”. Intanto però a Wall Street si sono spaventati sul serio, con il titolo che ha perso il 4,4% in un solo giorno.
I numeri sparati dai procuratori fanno tremare i polsi: se Meta dovesse perdere su tutta la linea, la richiesta di risarcimenti potrebbe toccare 1.400 miliardi di dollari. Praticamente l’intero valore della società.
Ma la vera spina nel fianco per Zuckerberg si chiama “Sezione 230“. Per trent’anni le Big Tech si sono nascoste dietro questa legge, dicendo di essere solo dei “contenitori” e non i responsabili di ciò che la gente pubblica. I giudici d’appello hanno risposto picche: la Sezione 230 non protegge le aziende se il prodotto stesso è stato disegnato per creare danni fisici e psicologici.
Nelle prossime settimane sul banco dei testimoni salirà Zuckerberg in persona. E questa volta non sarà un’audizione formale davanti ai politici a Washington.






