L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni torna a intervenire sulla disciplina della pubblicità del gioco con vincita in denaro. All’ordine del giorno del Consiglio AGCOM del 7 ottobre scorso figura la proposta di avvio di una consultazione pubblica per modificare le linee guida approvate nel 2019 che disciplinano l’applicazione del divieto introdotto dal Decreto Dignità. L’8 ottobre il Consiglio di Stato ha invece rinviato al 15 aprile 2027 l’udienza sulla sanzione da 388.453,92 euro applicata dall’Autorità a Vincitù S.r.l. per la promozione del gioco su Twitch.
I due passaggi muovono dallo stesso testo: l’articolo 9 del decreto-legge n. 87 del 2018, convertito dalla legge n. 96 dello stesso anno. La norma vieta la pubblicità, anche indiretta, le sponsorizzazioni e le altre forme di comunicazione promozionale relative a giochi e scommesse con vincita in denaro.
Consultazione pubblica, non nuove regole
L’inserimento della proposta nell’ordine del giorno del Consiglio non equivale all’approvazione di nuove regole. Il procedimento indicato dall’Autorità riguarda l’eventuale apertura di una consultazione. I contenuti delle modifiche che AGCOM intende sottoporre al confronto non sono ancora noti.
Cosa prevedono le linee guida del 2019
Il documento del 2019 individua le diverse forme di pubblicità e promozione, comprese quelle indirette, e chiarisce quali comunicazioni possano mantenere carattere esclusivamente informativo. Tra le fattispecie disciplinate figurano la pubblicità redazionale, il product placement, la distribuzione di gadget brandizzati e le comunicazioni realizzate attraverso gli influencer.
Il provvedimento riconosce ai concessionari la possibilità di fornire informazioni sulle caratteristiche dei prodotti e dei servizi offerti: quote, jackpot, probabilità di vincita, puntate minime ed eventuali bonus. Restano fuori dal divieto i servizi informativi che confrontano le offerte dei concessionari, purché non si traducano in sollecitazione al gioco, le comunicazioni business to business, comprese quelle diffuse sulla stampa specializzata, e le fiere destinate esclusivamente agli operatori del settore. Nel corso del 2026 l’Autorità è intervenuta anche sulle campagne di comunicazione per la prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, con la delibera n. 85/26/CONS e l’atto integrativo della delibera n. 200/26/CONS.
Vincitù, da Twitch al rinvio del 2027
La causa sulla sanzione è arrivata in Consiglio di Stato l’8 ottobre: il collegio ha rinviato l’udienza al 15 aprile 2027, in attesa delle conclusioni dell’Avvocato generale Maciej Szpunar della Corte di giustizia dell’Unione europea. Il giudizio era già stato differito nel marzo 2026 al secondo semestre dell’anno, anche per la pendenza davanti alla Corte Ue di un altro procedimento tra AGCOM e Google Ireland, relativo alla diffusione di contenuti pubblicitari sul gioco attraverso YouTube.
All’origine della controversia ci sono due contratti stipulati da Vincitù con la società maltese Top Ads Ltd per la promozione dei siti Wincasino.it e Betroom.it attraverso l’attività di un content creator, con contenuti veicolati anche mediante piattaforme di streaming come Twitch. L’Autorità aveva circoscritto la contestazione a due dei trenta contratti esaminati, individuando in questi accordi gli elementi propri di una comunicazione promozionale vietata. La sanzione è stata quantificata applicando il 20% al valore delle attività pubblicitarie contestate, stimato in circa 1,94 milioni di euro. Il TAR Lazio ha respinto il ricorso dell’operatore; nel luglio 2024 il Consiglio di Stato aveva disposto la sospensione cautelare dell’efficacia della sentenza di primo grado.
Nel ricorso davanti ai giudici amministrativi Vincitù contesta la quantificazione dell’importo e la proporzionalità della misura. Sullo sfondo resta il nodo che il rinvio tiene aperto, e su cui è chiamata a pronunciarsi la Corte Ue: se le restrizioni italiane sulla pubblicità del gioco rappresentino una «regola tecnica» soggetta all’obbligo di notifica preventiva alla Commissione europea.







