Il decreto che doveva riorganizzare il mercato del gioco terrestre in Italia è stato accantonato in agosto e ha mancato la scadenza del governo fissata al 29 agosto. Le concessioni per scommesse, bingo, AWP e VLT scadono il 31 dicembre 2026 e, alla data della ricostruzione pubblicata da iGaming Business il 20 ottobre, mancavano dieci settimane. Il retail vale ancora circa tre quarti di un mercato da oltre 21 miliardi di euro, e la sua riforma non è partita.
È ampiamente attesa un’ulteriore proroga, che lascerebbe la rete nella stessa situazione di stallo in cui si trova da anni. Il mercato online opera già nel nuovo quadro concessorio, con ulteriori regole in vigore dal 13 novembre, e il divario tra canale online e rete fisica si sta allargando.
AGSI chiede misure ponte per apparecchi, ippica e scommesse
AGSI, l’associazione che rappresenta i gestori di ricevitorie, chiede misure ponte a sostegno di apparecchi da gioco, ippica e scommesse fino allo svolgimento delle nuove gare. Il presidente Pasquale Chiacchio ha detto al media di settore italiano Jamma che apparecchi, ippica e scommesse non possono aspettare tre anni.
Chiacchio sostiene che i clienti si stanno spostando verso il gioco online, disponibile a ogni ora con più prodotti e promozioni, mentre le sale restano vincolate a regole sulle distanze, limiti di orario e requisiti di autorizzazione. Anche l’investimento commerciale degli operatori va online: le sale registrano costi crescenti e ricavi in calo.
Per AGSI il periodo di transizione va usato per rendere le sale più attrattive, con nuovi prodotti venduti tramite agenzie e punti vendita autorizzati. Chiacchio indica come precedente la sperimentazione del 1998-1999, che portò per la prima volta le scommesse sportive nelle agenzie ippiche. L’associazione chiede un tavolo di consultazione con governo, istituzioni e industria per iniziare a redigere ora le regole della gara, e vuole che queste regole consentano alle piccole e medie imprese di partecipare insieme ai gruppi più grandi. Sul modello cita la legge regionale della Campania, per una rete nazionale distribuita in modo più equo e con personale formato.
Il nodo politico e le licenze online da nove anni
Al SBC Summit di Lisbona, il mese scorso, il co-fondatore di IMGL Quirino Mancini ha detto di non aspettarsi che alcun governo affronti la riorganizzazione del retail nell’anno che precede le prossime elezioni politiche italiane, qualunque sia il suo colore politico. Secondo Mancini il gioco è una questione molto sensibile, motivo per cui la riforma si è bloccata.
Mancini ha rilevato che la riorganizzazione della rete è stata citata per la prima volta nella Legge di Stabilità 2016, circa dieci anni fa, e che il quadro tecnico è in gran parte concordato; il blocco ha cause politiche. Davide Diodato, CEO di HBG Online, di proprietà di Novomatic, ha detto allo stesso panel che le licenze online durano nove anni mentre le concessioni retail vengono prorogate anno per anno, il che rende difficile per i titolari di sala investire o assumere.
AGIC, l’associazione i cui membri includono Flutter, Lottomatica, Entain e Bet365, ha dichiarato che ripetute proroghe hanno lasciato il mercato retail senza certezza a lungo termine per quasi un decennio.
Gettito in calo del 6,3 per cento nel primo semestre
Il gettito fiscale totale sul gioco è diminuito del 6,3% a 3,64 miliardi di euro nel primo semestre del 2026, secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Chiacchio ha avvertito che una rete legale in contrazione darebbe terreno agli operatori illegali e sostiene che l’attività di enforcement vada indirizzata al mercato nero, invece di aggiungere restrizioni alle sale autorizzate.







