L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato una consultazione pubblica di 30 giorni per modificare le linee guida che applicano il Dignity Decree del 2018, la norma che ha vietato la pubblicità del gioco d’azzardo e la sponsorizzazione sportiva. Le proposte riguardano i siti di informazione sportiva e di infotainment che portano nomi o marchi collegati a operatori di scommesse con licenza. L’avvio della consultazione è riportato da iGaming.News in un articolo del 23 ottobre.
Le linee guida in vigore prevedono un’esenzione per le imprese indipendenti che operano in altri settori, anche quando condividono il nome con un operatore di gioco. L’esenzione ha permesso alle società di scommesse di mantenere una presenza nel calcio italiano attraverso siti di informazione e servizi di infotainment, a condizione che funzionassero in modo indipendente dall’attività di gioco sottostante.
Cosa devono dimostrare i siti
Nel quadro proposto, un sito qualificato deve avere una redazione identificabile, un responsabile editoriale, contenuti originali e prove di pubblicazione regolare. Serve anche la registrazione al Register of Communication Operators, il ROC, dove applicabile. AGCOM vuole chiarire la distinzione tra attività editoriale legittima e promozione indiretta del gioco, davanti al sospetto che alcuni servizi lavorino soprattutto come canali di marketing.
Link, codici promozionali e identità visiva
Le proposte vietano ai servizi di infotainment di indirizzare gli utenti verso prodotti di gioco tramite hyperlink, redirect, codici promozionali, account condivisi o altri meccanismi che facilitano l’accesso alle piattaforme di scommesse. I siti editoriali non potranno riprodurre l’identità visiva dei marchi di gioco associati e, dove il nome è condiviso, la dicitura che identifica l’attività editoriale separata dovrà avere almeno pari prominenza.
Le comunicazioni che promuovono questi servizi non potranno contenere quote di scommesse, bonus, jackpot o interfacce di gioco. AGCOM propone di escludere anche numeri di licenza, logo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e avvertenze sui rischi, perché la loro presenza suggerirebbe un legame diretto con le piattaforme di scommesse.
Le modifiche si estendono agli accordi di sponsorizzazione sportiva, compresa la pubblicità a bordo campo e i display LED, dove il branding dei servizi di infotainment può essere usato per aggirare le restrizioni esistenti. Maggiore attenzione è prevista sulla pubblicità search a pagamento con parole chiave legate al gioco e sulle collocazioni promozionali su siti di confronto o recensione di scommesse.
Il quadro più ampio e i prossimi passaggi
La consultazione si svolge mentre il governo del primo ministro Giorgia Meloni continua a valutare modifiche più ampie al quadro pubblicitario e di sponsorizzazione. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha guidato discussioni su un possibile sostituto delle restrizioni del Dignity Decree, in particolare sul rapporto tra società di scommesse con licenza e calcio professionistico, dentro una strategia di investimento che include un prelievo sui ricavi delle scommesse calcistiche a sostegno di club professionistici e dilettantistici, sviluppo giovanile e infrastrutture sportive. Abodi cerca un accordo con FIGC, Serie A e CONI. Nessuna abrogazione del Dignity Decree è entrata in vigore, quindi gli operatori restano soggetti alle restrizioni pubblicitarie esistenti; nel corso del 2026 l’ADM ha rafforzato gli obblighi, ricordando ai licenziatari che le comunicazioni su bonus, premi e riconoscimenti devono rispettare i requisiti applicati da AGCOM.
Le parti interessate possono presentare osservazioni scritte via posta elettronica certificata durante il periodo di consultazione e chiedere un’audizione. Se adottate, le linee guida riviste porrebbero maggiore responsabilità sugli operatori di gioco e sui partner media, chiamati a dimostrare che le piattaforme associate operano come imprese editoriali indipendenti, e potrebbero richiedere alle partnership esistenti di rivedere branding, strutture dei siti e accordi promozionali. Per ora la consultazione chiarisce il quadro pubblicitario esistente; la legge sottostante resta quella del 2018 e AGCOM dovrebbe esaminare il feedback delle parti interessate prima di definire i requisiti finali.







