Matilde Giglio, romana, 35 anni, ha fondato Even Healthcare nel dicembre 2020. La startup, attiva in India, unisce assicurazione sanitaria e servizi medici in un’unica piattaforma e ricava i suoi margini quando i pazienti non hanno bisogno di entrare in ospedale. Il 19 ottobre Even ha annunciato la chiusura del round B da 50 milioni di dollari, guidato dal fondo americano Khosla Ventures con la partecipazione di Alpha Wave. La valutazione dichiarata arriva a 300 milioni di dollari, mentre la raccolta complessiva supera i 120 milioni.
Prima dell’India c’è stata la Luiss, con la laurea triennale in Economia, poi il trasferimento in Inghilterra per completare gli studi alla London school of Economics and Political science. Nel 2016 Giglio fonda con Mayank Banerjee Compass news, che allenava algoritmi di machine learning per raccogliere, riassumere e personalizzare le notizie destinate agli abbonati. Il progetto arriva a 250mila utenti attivi e incassa gli investimenti di Bloomberg beta e del fondo Hambro Perks, ma chiude nel 2019 perché non riesce a diventare scalabile. Hambro Perks la inserisce nella propria squadra e le affida la divisione dedicata al settore sanitario e alle tecnologie finanziarie.
Nel 2019 uno degli investitori di Compass le fa conoscere Rahul Gandhi. L’attivista le propone la guida della comunicazione social del Congresso nazionale indiano e quei sei mesi di campagna elettorale, poi persa contro Narendra Modi, le servono per conoscere meglio il Paese e lo stato del suo sistema sanitario. Even diventa operativa a febbraio 2021 e lancia i servizi a giugno dello stesso anno.
Come si guadagna senza ricoverare
Even si struttura come un payvidor: gestisce assicurazioni sanitarie collaborando con le compagnie ed eroga le cure attraverso ospedali di proprietà, seguendo gli esempi statunitensi di Kaiser Permanente e United Health. Il meccanismo descritto nella scheda della startup inverte la logica tradizionale: si incassa quando i pazienti non vengono ricoverati. I medici sono remunerati con uno stipendio fisso e possono ricevere bonus legati ai risultati clinici; Even dichiara di aver eliminato gli incentivi economici collegati al numero di esami e interventi effettuati.
L’obiettivo è ridurre gli esami inutili e seguire le persone in modo costante, così che non abbiano bisogno del ricovero. Nei primi programmi gestiti con le compagnie assicurative, Even dichiara un tasso di riammissioni non programmate inferiore all’1 per cento, contro una media di settore tra l’8 e il 15 per cento. L’amministratore delegato Mayank Banerjee ha spiegato che ancora la maggior parte dei ricavi proviene dai pazienti che pagano i trattamenti, mentre una parte arriva dai rapporti con le assicurazioni; con le compagnie si sta lavorando a un modello che remuneri anche i ricoveri evitati. Between i motivi del successo, Even cita proprio i contratti con gli assicuratori: un bacino certo di persone, che non può selezionare, indirizzate dalle compagnie stesse.
Il quadro indiano spiega l’esigenza a cui la startup risponde. Su 1,48 miliardi di persone, quasi un miliardo resta fuori dal programma federale più importante; gli ospedali pubblici e i programmi di assistenza coprono solo le 120 milioni di famiglie considerate economicamente vulnerabili. Escludendo altri sostegni federali o statali, la maggior parte della popolazione paga di tasca propria le prestazioni o sottoscrive un’assicurazione.
Abbonamenti, algoritmi e ospedali
L’offerta si articola in tre piani con servizi crescenti: Even care a 400 rupie, circa 3,7 euro al mese al 21 ottobre, Even essential a 6,5 euro e Even plus a 9 euro. All’inizio abbonarsi costava circa 180 euro l’anno per una persona tra i 18 e i 35 anni. La startup punta su consulti illimitati con i medici di base, diagnostica e analisi, più prevenzione, visite specialistiche e, quando serve, il ricovero.
L’intelligenza artificiale serve a tenere gli standard uguali in ogni struttura. Attraverso la computer vision i sistemi elaborano le immagini registrate negli ospedali e monitorano ciò che accade. «Durante gli interventi il sistema verifica le checklist e segnala immediatamente eventuali anomalie, permettendo di intervenire mentre la procedura è ancora in corso», ha detto Giglio in un’intervista all’Adnkronos. L’85 per cento della documentazione è automatizzata, con il controllo finale affidato ai medici, e un assistente vocale contatta i pazienti in oltre 60 lingue e dialetti indiani.
Even dichiara oltre 500mila iscritti in dieci città indiane e gestisce due ospedali a Bangalore, con un terzo annunciato dopo la fine dell’estate; nei prossimi sei mesi il team spera di aprirne altri cinque, tutti nella stessa città. I conti raccontano però una crescita ancora da finanziare: secondo i documenti societari citati da TechCrunch, l’esercizio fiscale 2025 si è chiuso con 272 milioni di rupie di ricavi e una perdita netta di 902 milioni, circa 9,5 milioni di dollari. Ad agosto 2026 l’azienda ha ridotto il personale di circa 350 unità in una ristrutturazione legata al rafforzamento dell’attività ospedaliera. Banerjee ha spiegato che la società potrebbe avvicinarsi alla redditività interrompendo gli investimenti per l’espansione, ma ha scelto di continuare a crescere.







