Antonio Giuliani (ADM) ha ammesso che le nuove regole per il gioco online hanno provocato disagi in un settore non abituato alle novità. Adesso, però, secondo Giuliani, l’Italia è all’avanguardia in Europa e nel mondo.
Perché servono regole nuove
Giuliani ha ricordato che le normative precedenti erano vecchie e superate: quelle relative alle slot machine risalivano al 2013, quelle delle VLT al 2019, mentre le concessioni per le scommesse fisiche venivano prorogate dal 2016.
Del resto, diventa sempre più difficile affrontare le nuove tecnologie come le criptovalute con i vecchi strumenti.
Giuliani ha parlato anche del divieto della pubblicità: secondo il direttore, è fondamentale non esagerare con le aperture a nuovi spot che possono generare un aumento della percezione generale del gioco.
Come contrastare le irregolarità
Già oggi è possibile tracciare in tempo reale tutti i flussi di gioco dei 230 concessionari dello Stato. Questa mole di dati viene gestita anche grazie all’intelligenza artificiale.
In questo modo si riescono a intercettare e, anzi, prevenire comportamenti di gioco anomali, ivi comprese le frodi sportive. Inoltre, si riescono anche a fare previsioni sull’andamento e la crescita del settore. Tutti questi dati vengono poi messi a disposizione di Regioni ed enti locali per monitorare il fenomeno sul territorio.
Quanto si spende in Italia per il gioco pubblico?
Analizzando i dati, è possibile tracciare un quadro preciso della spesa media per il gioco degli italiani in un anno. In particolare, sappiamo che ogni italiano spende mediamente 324 euro all’anno per il gioco e che c’è un forte divario regionale.
La regione con la spesa pro capite inferiore è la Valle d’Aosta con circa 150 euro all’anno. Dall’altro lato svetta la Campania con 400 euro spesi mediamente all’anno.
Il paradosso del gioco online: più sicurezza rispetto al gioco fisico
Un punto centrale dell’intervento di Antonio Giuliani riguarda il superamento della “demonizzazione” che ha spesso colpito il canale a distanza. Il direttore di ADM ha ribaltato le critiche più comuni, evidenziando come gli strumenti digitali e le nuove regole introdotte nel 2024 rappresentino oggi il segmento più avanzato sul fronte della sicurezza e della tutela del consumatore.
Al contrario, è proprio il gioco fisico a mostrare le lacune più evidenti. Senza un riordino complessivo della normativa, nei bar continueranno a operare apparecchi progettati con le regole tecniche del 2013, del tutto inadeguati al contesto tecnologico attuale e privi di efficaci sistemi di protezione e avvertimento contro il gioco problematico. Secondo Giuliani, sia l’industria che l’Agenzia sono pronte a recepire le tecnologie più sofisticate, ma è indispensabile che la politica crei le condizioni normative per poterle implementare.
Verso un nuovo approccio alla comunicazione e alla pubblicità
L’adeguamento del settore passa inevitabilmente anche da una revisione profonda delle regole sulla comunicazione. Dal punto di vista tecnico, l’attuale sistema di divieto totale della pubblicità ha mostrato forti limiti stravolgendo le dinamiche di mercato: persino grandi operatori internazionali hanno riscontrato serie difficoltà a farsi conoscere in Italia durante le ultime gare per le concessioni a causa delle barriere comunicative.
Il decreto legislativo n. 41 del 2024 ha introdotto una parziale ma significativa apertura, consentendo ai concessionari di utilizzare il proprio marchio per promuovere messaggi legati al gioco sicuro, legale e responsabile. Giuliani ha concluso sottolineando la necessità di un equilibrio delicato: queste nuove possibilità comunicative devono servire esclusivamente a informare e tutelare l’utente. Sfruttarle per scopi puramente pubblicitari rischierebbe di produrre l’effetto opposto, aumentando la percezione negativa dell’opinione pubblica verso il comparto e svuotando di valore il concetto stesso di gioco responsabile.







