Nel cantiere navale lungo l’Aurelia, tra Pisa e Livorno, Ferrari Hypersail ha imboccato la dirittura d’arrivo. La barca a vela oceanica del Cavallino, quando sarà in volo, resterà sospesa sull’acqua per cinque metri e viaggerà a una velocità vicina ai cento chilometri all’ora. L’obiettivo è il Trofeo Jules Verne, che premia il giro del mondo più veloce con equipaggio, senza scalo e senza assistenza: 21.600 miglia nautiche, circa 40mila chilometri, con un tempo da battere di 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi.
La tecnologia del progetto è stata svelata durante una visita guidata a cui è stato invitato anche Il Tirreno, come racconta la cronaca della Gazzetta di Modena del 17 ottobre.
Lo scafo a Pisa, il varo a Livorno
A Pisa si sta completando la costruzione dello scafo e sono arrivate le appendici, gli elementi immersi in acqua che generano e modulano la portanza e governano la dinamica del volo sulle onde. A Livorno si terranno i test a terra e in mare e il varo, programmato entro il mese di maggio.
Le tre appendici che lavorano sott’acqua
Foil, chiglia e timone operano sotto la superficie del mare. I foil, le ali laterali, generano la portanza verso l’alto che solleva lo scafo sopra l’acqua, riducendo l’attrito. La chiglia integra un foil con una parte mobile, un flap, e crea un terzo punto di appoggio per la stabilità. Il timone porta una piccola ala mobile sulla sezione verticale e partecipa al controllo della navigazione con micro aggiustamenti continui per tenere la rotta.
Il flight control nato dal know-how delle sportive
Il flight control è il sistema di controllo elettronico che gestisce l’assetto dell’imbarcazione. Nasce dal trasferimento al progetto del know-how Ferrari sui sistemi elettronici e di controllo dinamico delle vetture sportive. Una rete di sensori distribuiti misura lo stato del mare e i movimenti dello scafo, un computer di bordo calcola le correzioni, gli attuatori regolano l’inclinazione di foil e appendici. L’equipaggio resta al centro della conduzione: il software si occupa delle attività ottimizzabili, lasciando ai velisti l’interpretazione delle condizioni in mare, le scelte strategiche e la ricerca della massima performance.
Lo scafo è realizzato con molteplici strati di fibra di carbonio. Nei punti soggetti ai carichi più estremi, come i bracci dei foil e il carrello della randa, la struttura è rafforzata con componenti a sandwich, con strati di carbonio e titanio. Il lavoro di sviluppo ha superato i 20 brevetti, tra cui il Winch-by-Wire, che elimina i collegamenti meccanici tra verricelli e vele, le turbine eoliche a range esteso e il sistema MV/HV per l’integrazione delle fonti rinnovabili, con una copertura di circa 100 metri quadrati e sovrastrutture con pannelli solari calpestabili. Ci sono anche un albero maestro orientabile con alule e una randa double skin.
Enrico Voltolini, project manager di Ferrari Hypersail, ha spiegato che esiste «un parallelo diretto tra un’auto sportiva e un monoscafo volante: entrambe richiedono la massima efficienza aerodinamica e sistemi elettronici capaci di rilevare e correggere le reazioni del veicolo o della barca».
L’hub di Livorno e il trasferimento
Entro la fine di gennaio del 2027 la barca si sposterà dal cantiere pisano al nuovo hub operativo in allestimento a Livorno, negli spazi Azimut Yachts, dove inizieranno le prossime fasi di test in acqua. La sede ospiterà uffici per il team, gli ingegneri e lo shore team, palestre e aree per la preparazione atletica, laboratori per componenti idrauliche, elettriche e meccaniche e per la stampa 3D. Le scelte cromatiche riprendono la livrea, con il grigio Hypersail e il giallo fly. Sul tetto sarà riprodotta la sagoma tecnica della pianta della barca, con la prua rivolta verso l’uscita dall’hangar.







