La strage di Amendolara, in Calabria, avvenuta il primo giugno 2026, quando quattro giovani braccianti agricoli sono stati arsi vivi all’interno di un minivan in una stazione di servizio, ha fatto luce sulle estreme condizioni di sfruttamento lavorativo e caporalato nelle campagne del Sud Italia.
Cosa racconta la strage di Amendolara dell’economia italiana?
Racconta di uno sfruttamento del lavoro (con paghe da 2 euro l’ora) senza il quale il settore agroalimentare italiano, come sostiene l’autore di Gomorra Roberto Saviano, non riuscirebbe a mantenere i suoi numeri da record.
Regolarizzando i 200mila lavoratori in nero delle campagne, la grande distribuzione organizzata subirebbe perdite milionarie. Ma per non perdere i propri profitti, la GDO potrebbe sentirsi costretta ad acquistare non più dalle campagne del Sud Italia ma da Libano, Spagna, Israele.
Nella strage di Amendolara sono morte quattro persone. Un quinto è riuscito a salvarsi.
I quattro giovani braccianti sono stati puniti perché si erano ribellati contro le condizioni di schiavitù e lo sfruttamento che stavano subendo. Non venivano pagati, ma veniva dato loro solo da mangiare e un materasso su cui dormire in un tugurio. I caporali avevano anche imposto una tassa di cinque euro per il trasporto nei campi.







