In occasione del vertice romano ItaliAfrica, scelto come primo evento internazionale da promuovere durante la presidenza del G7, Giorgia Meloni ha presentato il Piano Mattei ai rappresentanti di 46 Paesi, compresi capi di Stato e di governo, e 25 organismi multilaterali riuniti in Senato. Il Piano – il cui nome si riferisce all’ex presidente Eni scomparso nel 1962 – prevede un ambizioso investimento di 5,5 miliardi di euro per stabilire una partnership “paritaria” e “non predatoria”, basata su “mutui benefici” e orientata verso uno sviluppo sostenibile e duraturo.
Nonostante il sostegno dell’Unione Europea che definisce il Piano un contributo significativo alla partnership con l’Africa, il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki, ha mosso critiche a Roma per la “mancata consultazione” durante la formulazione del piano e chiesto una discussione più approfondita sulle modalità di attuazione. La premier ha ribadito che il piano non è una “scatola chiusa” ma una “piattaforma programmatica aperta alla condivisione”.
Dopo un pranzo d’onore al Quirinale, il Senato è stato scelto come sede per la seconda giornata del vertice, mirando a essere un “luogo di rappresentanza e dialogo”. Meloni ha sottolineato che l’Africa può e deve stupire, ma ha bisogno di competere a livello globale. La sfida strategica della politica estera italiana è fornire gli strumenti necessari, realizzando il piano che prende il nome da “un grande italiano e da una sua intuizione”. Per cominciare Roma ha impegnato “5,5 miliardi di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie: circa 3 miliardi dal fondo italiano per il clima e 2,5 miliardi e mezzo dal fondo per la Cooperazione allo sviluppo”. Progetti pilota sono già in corso in diversi Paesi africani, coinvolgendo 12 società partecipate in settori chiave come istruzione, formazione, salute, acqua, energia e agricoltura.
“Vogliamo creare più lavoro in Africa”, dichiara il ministro degli Esteri Antonio Tajani, così “daremo un colpo decisivo ai trafficanti di esseri umani”.
Le opposizioni, definendo il piano una “scatola vuota”, sostengono che manchino risorse e progetti concreti per gli investimenti. Meloni, al contrario, afferma che il piano si svilupperà attraverso una collaborazione più stretta tra Italia e Paesi africani e secondo un cronoprogramma preciso che prevederà incontri bilaterali con leader africani.







