Il Ministero dell’Economia e delle Finanze prevede di raccogliere un miliardo di euro dagli operatori del gioco presenti in Italia nell’ambito della legge di bilancio 2027. La richiesta non arriva da sola: è legata a una serie di riforme del settore che toccano le licenze del gioco online, le procedure di revisione contabile e gli standard tecnici. Le misure seguono l’avvio, a novembre 2025, del nuovo regime di licenze per il gioco online, che ha introdotto una tassa annuale di 7 milioni di euro.
Nuovi obblighi contabili e costi per le concessioni
Il ministero intende introdurre requisiti di revisione contabile sulle concessioni del gioco online e sul trattamento dei conti dei giocatori. Gli operatori potrebbero affrontare regole riviste che disciplinano la contabilizzazione di vincite e prelievi. Si prevede inoltre un aumento degli oneri legati all’estensione delle concessioni esistenti.
Le opzioni in discussione comprendono nuovi flussi di entrate collegati al gioco online, alle transazioni di prelievo e agli accordi di concessione. Né le aliquote finali né il calendario di attuazione sono stati finora confermati. Resta incertezza su quali proposte saranno effettivamente incluse nel bilancio finale e sugli obblighi finanziari che i titolari di licenza dovranno rispettare.
Gratta e vinci, ipotesi di gara in anticipo
Una proposta ancora in attesa di approvazione parlamentare consentirebbe all’Agenzia delle dogane e dei monopoli di avviare una gara per la concessione del gioco istantaneo e dei gratta e vinci. Oggi la concessione è gestita da Lotterie Nazionali, joint venture composta da Brightstar Lottery, Scientific Games, Arianna e Allwyn. Nelle discussioni sulla manovra il governo valuta di anticipare di un anno il rinnovo rispetto all’attuale scadenza nel 2028. Mef e Adm punterebbero a un contratto di gestione del valore di circa un miliardo di euro.
Tempi parlamentari e nodo Bruxelles
Il disegno di legge di bilancio dovrebbe arrivare alla Camera dei deputati verso la fine di ottobre. Il Mef valuta anche una proroga di tre anni delle concessioni del gioco al dettaglio, attualmente in scadenza alla fine del 2026, spostando il termine alla fine del 2029. Lo Stato continuerebbe così a incassare le tasse di licenza mentre si prende tempo per risolvere la riorganizzazione, a lungo rinviata, della rete del gioco al dettaglio. Meloni ha concluso i negoziati con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in agosto, chiudendo quasi tre anni di colloqui e rimuovendo la riforma dall’agenda legislativa 2027.
Il settore del gioco rientra in una strategia di entrate da 7 a 8 miliardi di euro che coinvolge anche banche, assicurazioni e aziende energetiche. L’ampiezza del programma di spesa dipenderà dai negoziati con la Commissione europea sulle regole di flessibilità di bilancio, decisivi per la capacità del governo di sostenere le famiglie, affrontare i costi energetici e realizzare le altre priorità. La manovra è un elemento centrale dell’agenda politica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre l’Italia si avvia alle elezioni del 2027.







